lunedì 27 febbraio 2012

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Come scrivere un film horror in cinque semplici mosse (con la partecipazione speciale di Calvin & Hobbes)

I  due modelli
Oggi procederemo ad analizzarne i tratti caratteristici dei film di genere horror, osservando quali sono i cinque passi che qualunque regista di questo genere non deve farsi mancare per realizzare un film di successo (ma valgono anche per le ciofeche). Andando a prendere una qualunque pellicola, con le dovute eccezioni, di questo genere si potrà osservare come contenga immancabilmente i seguenti punti forti.
NOTA: Stavo per riempire questo post di immagini splatterose e un po’ schifide quando mi sono resa conto che non tutti potevano gradire, per cui ho deciso di affidare la decorazione di questo post ad un vero e proprio esperto in materia: Calvin di Calvin & Hobbes (per chi non lo conoscesse: cospargetevi il capo di cenere e recuperatelo quanto prima, è una delle strisce più belle di sempre). Quindi anche se siete quel genere di persone che scappano anche solo al sentire la colonna sonora di un film horror aprite pure il post senza remore! Mi spiace solo che sono parte il italiano e parte in inglese, ma non sono riuscita a trovarle tutte nella stessa lingua.
Senza ulteriori indugi procediamo quindi a vedere quali solo i passi assolutamente necessari per realizzare un film horror:
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venerdì 24 febbraio 2012

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Departures - Storia di un compositore di morti

Locandina italiana del film
Departures (おくりびと Okuribito) è un film giapponese del 2008, girato da Yōjirō Takita e liberamente ispirato dall’autobiografia di Aoki Shinmon, Coffinman: The Journal of a Buddhist Mortician (納棺夫日記 Nōkanfu Nikki), un bestseller pubblicato nel 1993 in Giappone. L’argomento del libro e del romanzo è molto particolare, dato che tratta di una persona che per lavoro si occupa di comporre i morti e che, a causa della sua professione, subisce alcune immotivate discriminazioni. L'opera ha vinto molti premi internazionali tra cui l'Oscar per il miglior film straniero nel 2009. Era molto tempo che avevo da parte questo film ma non mi decidevo mai a guardalo, finchè Mirage non ha proposto il popolare meme sui film, indicandolo come sua opera cinematografica preferita e alimentando definitivamente la mia curiosità.
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lunedì 20 febbraio 2012

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Spartacus: Gods of the Arena - Il prequel sui gladiatori più depilati e patinati di sempre

Gannicus sulla cover della serie
Dopo qualche tempo, dedicato ad una debita disintossicazione, l’altra sera ho finalmente deciso di affrontare Spartacus: Gods of the Arena, il prequel di quella porcheria immonda che è Spartacus: Blood and SandPer chi se la fosse persa qui c'è la recensione della prima serie di Spartacus. Premetto che, dato che la serie originale non mi è piaciuta per nulla (come credo si evincesse abbastanza bene dalla mia recensione), sono partita con una carovana di pregiudizi. Anzi, in realtà ho cominciato a guardarlo con l’intera lista dei difetti già pronta e stilata, preparata al peggio (mediaticamente parlando). Quello che non mi aspettavo proprio è che invece questa serie fosse molto meglio della precedente, decisamente più gradevole e interessante, al punto che la definirei sensata. Ma andiamo con doveroso ordine. Spartacus: Gods of The Arena è una miniserie americana composta da sei puntate, andata in onda sul canale Starz tra il gennaio e il febbraio del 2011. È il prequel della famosa serie Spartacus, nata dall’esigenza di permettere ad Andy Whitfield, attore che interpretava la parte del protagonista, di avere il tempo di curarsi un linfoma non Hodgkin, espandendo in sei parti il contenuto di un singolo episodio della seconda serie (Spartacus: Vengeance) basato su un flashback. Gli attori coinvolti sono praticamente tutti gli stessi visti nella stagione principale, a cominciare da Lucy Lawless nella parte di Lucrezia e John Hannah in quella di Batiatus. Avviso prima di partire che questa recensione sarà ricca di spoiler.
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giovedì 16 febbraio 2012

28

Peace Maker Kurogane - Un ragazzo e la Shinsengumi

Locandina della serie
Peace Maker Kurogane (PEACE MAKER鐵, Pīsu Meikā Kurogane) è una serie animata composta da ventiquattro episodi, tratta dall’omonimo fumetto disegnato da Nanae Chrono. Il manga originale, che ha avuto una vita editoriale un po’ complicata, è attualmente in produzione e nel 2010 l’autrice ha realizzato il sesto tankobon, dopo ben cinque anni di sospensione. Nel 2010 è stata realizzata anche versione live-action dal titolo Shinsengumi Peace Maker (新撰組PEACE MAKER, Shinsengumi Pīsu Meikā). La serie anime (argomento della recensione, visto che non ho né letto il manga né visto il dorama) è stata realizzata dallo studio Gonzo Digimation tra il 2003 e il 2004 ed è stata trasmessa in Giappone dalla TV Asahi. In Italia (tanto per cambiare) la serie è inedita.
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lunedì 13 febbraio 2012

22

La trilogia dell’Istituto CLAMP, detective, ladri e amici della giustizia

I personaggi di queste opere con alcuni
di altri manga delle CLAMP
Questa è un post un po' particolare, dato che contiene una recensione tripla. Parlerò di ben tre opere diverse delle CLAMP. Si tratta dei tre manga disegnati agli albori del gruppo (Il ladro dalle mille facce, CLAMP detective e Polizia scolastica Duklyon) che hanno la particolarità di essere strettamente legati tra di loro, condividendo per la prima volta nella storia del gruppo personaggi e luoghi di ambientazione. Anzi, si può dire che è proprio con questa trilogia (se si escludono le loro dōjinshi originali) che le autrici di Osaka mettono a punto il loro celebre Star System che le porta a riutilizzare ad oltranza dei personaggi che abbiano già avuto successo in precedenza. Di queste tre opere l'unica ad aver avuto un adattamento anime è stata la più lunga delle tre, Clamp Detective, da cui è stata tratta una serie in ventisei episodi nel 2004. In Italia è passata sui canali privati Italian Teen Television e Hiro (appartenenti al gruppo Mediaset) ma non è stata mai trasmessa in chiaro.
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venerdì 10 febbraio 2012

18

Webcomics 07 - The Sparker

Torna dopo due settimane di assenza non giustificata la rubrica webcomics (sono stata incasinatissima). Oggi parleremo di un altro tra i miei autori preferiti, ovvero Stefano Conte, in arte The Sparker. Si presenta con un curriculum invidiabile, avendo lavorato per diversi anni come grafico ad un videogioco amatoriale (Saintsaga) ispirato ai Cavalieri dello Zodiaco, per poi essere assunto sempre come grafico e pixel artist in una software house torinese, dove ha sviluppato il design di videogiochi per il mobile. Nel 2007 ha infine deciso di lasciare il lavoro per dedicarsi al suo vero sogno di disegnare fumetti. Attualmente ha in produzione ben quattro serie diverse che dopo il salto andremo a vedere insieme.
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mercoledì 8 febbraio 2012

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Detective Conan - Impressioni sul manga

Cover del primo volume
Detective Conan (名探偵コナン Meitantei Konan) è un manga disegnato da Gosho Aoyama a partire dal 1994 e conta al momento settantaquattro volumi. Già solo la serie principale è un vero e proprio mastodonte nel panorama dei manga, ma dal 1997 le si è affiancata anche una seconda serie, attualmente composta da trentasette volumi, (Detective Conan Special Cases) che presenta dei casi aggiuntivi, disegnati dagli assistenti dell’autore. Da quest’opera sono anche stati tratti una serie animata che vanta più di seicento episodi, quindici lungometraggi, svariati OAV, ventidue videogiochi e ben tre serie di live action (di cui l’ultima con un cast parzialmente diverso). Ormai è considerato uno dei più importanti manga di sempre, sia per la sua immensa popolarità sia per il fatto di avere un contenuto decisamente originale, data la rarità di fumetti nipponici che trattino il genere giallo
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lunedì 6 febbraio 2012

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Up - Quanti palloncini ci vogliono per far volare un sogno?

La casa volante
Up è un film animato del 2009, girato da Peter Docter e Bob Peterson e realizzato dalla Pixar in co-produzione con la Walt Disney Pictures. Ha avuto un grandissimo successo di pubblico e di critica (probabilmente solo io non l’avevo ancora visto) e ha vinto ben due Oscar, nelle categorie Miglior Film d’animazione e Migliore colonna sonora. Oltre questo ha fatto razzia anche di Golden Globe, premi BAFTA e molti altri (per chi fosse interessato sono segnati tutti sulla pagina di wikipedia).
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giovedì 2 febbraio 2012

18

Cicatrice the Sirius - Ragazzine cyborg e fate feroci

Cover del terzo volume, con Sayoko e
la piccola Brünilde
Cicatrice the Sirius (シリウスの痕, Sirius no Kizuato) - I hope you still remember me è un manga pubblicato da Shin'ichirō Takada su Monthly Shōnen Ace (Kadokawa) tra il 1999 e il 2001. Conta in tutto quattro volumi e in Italia è stato stampato dalla Planet Manga nel 2003, in un'edizione con sovraccoperta. L’autore è praticamente sconosciuto in occidente, al punto che su di lui (e sul suo più famoso manga) esistono le pagine di Wikipedia solo in francese e giapponese. In patria ha disegnato altre opere come How To Make a God, ETO, Kukucan Longest Day e ACLLA, le cui informazioniSito ufficiale dell'autore sono disponibili rigorosamente in lingua originale. Chissà se un giorno qualche casa editrice nostrana porterà da noi anche altri manga di questo autore? Dopo il salto si inizia con la recensione di Cicatrice The Sirius.
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